Come si vive nel conoscere una storia, una realtà che sembra a tutti evidente e scontata e pure un piccolo gruppetto di “Super esperti” che manovra i fili della finanza mondiale fa finta di ignorare?

I dubbi sull’affidabilità e l’onesta di questo piccolo 1%, si fanno largo come uno squalo nell’oceano soprattutto quando viene reso noto che certe liquidazioni superano lo stipendio medio di un operaio americano in 203 vite di lavoro.

La vicenda è di quelle che riempie le pagine di giornale negli ultimi giorni, James Mulva ex amministratore di ConocoPhllips ha ricevuto come buon’uscita alla fine del suo mandato la spaventosa cifra di 260 milioni di dollari, di certo un paracadute bello morbido.

Ma la ConocoPhillips è rinomata per le sue esagerazioni, in tutti i sensi. Bene o male che sia si colloca al centro anche della cronaca per la sua “attenzione alla natura”, infatti come evidenziato da un noto giornale americano, avrebbe elargito una cifra pari a quella che uno statunitense riuscirebbe ad accumulare in 5 vite per risarcire la Cina per i danni (irreparabili) causati ad un lago a Nord Ovest del paese.

Ritorniamo al nostro punto, ma quali sono le ragioni di questi paracadute d’oro?
Molti, fra i sostenitori, affermano che le retribuzioni e le liquidazioni cosi impostate sono importanti per due aspetti:

  • Consentono di accaparrarsi i migliori CEO sul mercato, tipico modello calcistico. In questo caso è la concorrenza a fare lo stipendio.
  • Consentono di incanalare le attività del CEO verso la massimizzazione dell’efficienza (economia o produttiva che sia) dell’azienda. In questa situazione vede luce una proprietà più che elementare della matematica, ovvero massimizzando il valore dell’azienda, si massimizza la tua retribuzione.

 

Molti troveranno irragionevoli queste giustificazioni, mentre per altri sono più che giuste, forse nella speranza di accaparrarsele un giorno.

Le motivazioni spesso sembrano illogiche di fronte a situazioni al limite dell’umano. Ma chi può porre un freno in questo senso? Chi si porrà mai contro a queste grandi lobby? I dubbi sono tutti più che ragionevoli.

Ma alla fine quello che si chiede non è impossibile, basterebbe che pochi eletti facessero un giro per le città, quelle vere, quelle vissute e poi guardandosi allo specchio si chiedessero: ma sono necessarie queste retribuzione?