L’Unicef ha stilato una graduatoria di 29 stati tra cui l’Italia per quanto riguarda l’istruzione, l’ambiente, la salute e la sicurezza.

L’Italia  è al ventiduesimo posto, nella parte più bassa. In vetta ci sono i Paesi Bassi.

Siamo difatti al ventiquattresimo posto per i risultati scolastici, ventitreesimi per il benessere materiale, ventunesimi per condizioni abitative e diciassettesimi per salute e sicurezza, in linea con gli altri paesi dell’area mediterranea nella terza fascia della graduatoria sulla povertà infantile, con il 17% dei bambini sotto la soglia di povertà, tra i peggiori risultati anche per il divario economico tra le nazioni industrializzate.

Insieme alla Spagna tra i giovani italiani l’11% di essi non sono iscritti a scuola, né a corsi di formazione. Fortunatamente condividiamo il primo posto con la Norvegia per un calo del 60% del fenomeno del bullismo.

“Esistono Stati come i Paesi Bassi o quelli scandinavi che sistematicamente fanno meglio di altri nel proteggere i loro cittadini più vulnerabili”, commenta Luisa Natali, ricercatrice dell’Unicef. “Le tendenze di questa classifica dimostrano che importante per i livelli di benessere infantile non è solo il pro capite del paese, ma le politiche adottate”.